08Marzo

Uccisione di animali

Uccisione di animali

Il Codice Penale stabilisce che “Chiunque, per crudeltà e senza necessità, cagione la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni”. Non viene dunque punita l’uccisione di animale di per sé, ma solo quella ingiustificata o, in alternativa, crudele.

Attraverso questa norma l’animalicidio è divenuto - finalmente - un’autonoma ipotesi di reato; in precedenza, siano al 2004, comportava soltanto un aggravamento della pena del reato di maltrattamento.

Il legislatore è andato così a colmare (con colpevole ritardo) una inspiegabile lacuna del nostro ordinamento.

È importante evidenziare che il reato di uccisione di animale può essere integrato anche da una condotta omissiva, ad esempio da incuria ed abbandono; per citare un caso tra i tanti, il Tribunale di Roma ha condannato per uccisione di animale il proprietario di un gatto colpevole di averlo lasciato “morire di fame” nel proprio appartamento.

Avv. Salvatore Cappai

Scritto da Salvatore Cappai, in Blog

Sull'autore

Salvatore Cappai

Salvatore Cappai

Avvocato del foro di Sassari.

Si occupa prevalentemente di diritto civile con particolare riguardo alle materie della tutela degli animali, della responsabilità medico-sanitaria e dell'infortunistica stradale. Autore e coautore di libri collabora con diverse riviste e testate giornalistiche online. Gestisce più community su Facebook riguardanti tematiche legali che contano quasi 200.000 iscritti.